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Manutenzione stradale: si sono dimenticati della periferia.

Strade dimenticate

Strade dimenticate

Con l’approssimarsi della primavera e con le condizioni meteo in miglioramento, ma soprattutto con l’avvicinarsi della elezioni amministrative, ci fa piacere apprendere che finalmente il comune di Terni ha stilato un programma di manutenzione straordinaria del manto stradale per le vie cittadine. Solo ora i nostri amministratori si sono accorti della grave situazione in cui verte la rete stradale della nostra città?

Peccato però che tra le vie citate non vi siano le strade, da poco divenute comunali, delle zone periferiche.

Da anni ormai il gruppo consigliare di Alleanza Nazionale – PdL alla IX Circoscrizione denuncia il cattivo stato in cui vertono le arterie collinari del territorio circoscrizionale, anche pochi giorni fa abbiamo denunciato la presenza di buche, dislivelli ed erosioni dell’asfalto in Str. di Poscargano, via del Convento (alta), Str. di Porcivalle, Str. di Castelcolle, Str. di Colle Sant’Angelo, Str. di Settecani e Str. di San Giacomo. Come ogni volta, dopo le nostra segnalazione, le buche più pericolose sono state riempite di bitume e come sempre fra qualche settimana si riformeranno. Non basta mettere toppe, in queste strade è necessario un nuovo ed urgente rifacimento del manto stradale che assicuri il mantenimento delle buone condizioni del manto stradale per più di qualche settimana.

Certo, in centro c’è più traffico e le strade sono più frequentate, ma sono anche più controllate e monitorate, quelle periferiche invece sono dimenticate ormai da tempo, alcune sono state asfaltate più di 10 anni fa.

Chiediamo all’amministrazione comunale di includere nell’intervento di bitumazione previsto, pari a circa 1,5 milioni d’euro, anche le strade periferiche più danneggiate di tutto il territorio comunale, con un sguardo particolare a quelle della IX Circoscrizione.

A Terni impossibile parcheggiare senza pagare!

Alcuni ragazzi, per protesta, infastiditi dai rom che puntualmente chiedono qualche spiccio in cambio di un posto nel parcheggio dell’ospedale Santa Maria, hanno addirittura aperto un gruppo on-line, sull’ormai famoso social forum Facebook, intitolato: “A Terni non vogliamo pagare il pizzo per lasciare l’auto sotto l’ospedale”.

Finche sono i rom, vezzi a tirare a campare elemosinando, la cosa può dare fastidio ed irritare, ma quando in qualsiasi dove, al centro di Terni, è impossibile trovare un parcheggio per poco più di un’ora, senza dover pagare o il tagliando o la multa, allora il fatto è grave e illegittimo.

Da via del Cassero alla Stazione, da via Cesare Battisti a viale Brin, da Piazza Dalmazia a Piazza Tacito, escluso il parcheggio delle ex officine Bosco, a Terni non esiste un posteggio che non sia o a pagamento o a tempo massimo di un’ora. Così dopo la beffa della ZTL, sulla quale le polemiche sono ancora in corso, il cittadino ternano che vuole andare al centro, o paga o è costretto ad andare a piedi. Non entriamo in merito al perché l’Amministrazione comunale abbia l’evidente necessità di fare cassa, sarebbe troppa la carne da mettere al fuoco, vogliamo però denunciare ciò che, a nostro avviso, ci appare un vero e proprio sopruso. I rom, se pur per bisogno, ma irregolarmente, non hanno l’obbligo di dover pensare al bene comune, i nostri amministratori invece si!

La cittadinanza non può vedersi negata il diritto al parcheggio, siamo stufi di dovere pagare sia i rom, sia le macchinette dei parcheggi. Se non verranno tolte le strisce blu, il centro cittadino morirà, ed è tutt’ora evidente un calo delle vendite dei negozi in centro. Commercianti, residenti, lavoratori e semplici cittadini non possono continuare a pagare per poter posteggiare l’auto nelle vicinanze del proprio posto di lavoro, della propria abitazione, degli esercizi commerciali. Ciò non è più ammissibile!

Chiediamo al Comune e agli uffici competenti, la trasformazione di almeno la metà dei parcheggi a pagamento (esclusi quelli custoditi) in parcheggi liberi; l’abolizione di gran parte dei parcheggi a tempo massimo e un più serio ed efficace controllo da parte dei vigili nei pressi dell’ospedale.

Manifestazione contro il Dosso di via Narni

L’associazione Terni Città Futura e Azione Giovani Terni, movimento giovanile di Alleanza Nazionale, ritrovandosi in questi giorni sulle stesse posizioni riguardo all’ installazione del dosso artificiale in Via Narni, dopo aver pubblicamente giudicato come estremamente negativo l’intervento perchè causa di numerosi disagi alla cittadinanza e stigmatizzato le singole problematiche, hanno deciso di ritrovarsi nella pubblica manifestazione di oggi per protestare direttamente sul luogo.
Intendiamo in questo modo sensibilizzare l’opinione pubblica e l’Amministrazione Comunale affinchè vengano sanate quanto prima le irregolarità rispetto a quanto stabilito dalle normative vigenti del nuovo codice della strada.
Vogliamo far sapere che quanto realizzato, non solo è contrario al buon senso, come riconosciuto da moltissimi cittadini, ma è anche e sopratutto contrario alle norme del codice della strada.
Chiediamo una celere modifica delle irregolarità  presenti o addirittura nuove soluzioni alternative, che meglio del dosso artificiale possano garantire una più sicura e indispensabile regolazione della viabilità, pensiamo ai cosidetti “semafori intelligenti”, ad apparecchiature di controllo e sanzione dei limiti di velocità e ad una nuova rotatoria.
Il successo della manifestazione di oggi, che ha visto intervenire anche alcuni cittadini, pur nella sua spontaneità e nella sua voluta non pubblicizzazione, ci spinge ad organizzare ulteriori forme di protesta questa volta coinvolgendo i residenti del quartirere e l’intera cittadinanza se non si ripenserà subito a quanto erroneamente voluto.
In modo provocatorio, per un piccolo lasso di tempo, abbiamo chiesto agli automobilisti di esprimere il loro disaccordo suonando il clacson delle loro automobili come in presenza di una situazione di pericolo, il dosso così come realizzato è per noi estremamente pericoloso,  e in tantissimi con convinzione lo hanno fatto.
La speranza  è che il tanto ma comunque ancora contenuto rumore di oggi sia arrivato alle orecchie di chi ha deciso di complicare concretamente la vita dei suoi concittadini.

Convegno: Una comune responsabilità per il futuro di Terni

logoAgConcluso il convegno “Una comune responsabilità per il futuro della città” organizzato dal nostro vescovo Paglia, ma non il dibattito che esso ha originato, anche Azione Giovani (movimento giovanile di AN), non ufficialmente invitata, al contrario di altri movimenti giovanili di schieramenti avversi, vuole dire la propria.
Siamo stati presenti ad entrambi i giorni dei lavori congressuali, abbiamo ascoltato tutti gli interventi, ci siamo posti domande ed abbiamo tratto alcune considerazioni, squisitamente personali.
In linea di massima, nella nostra analisi sull’agenda di Diotallevi e sulle sue 5 cose da prendere e 5 cose da lasciare per il futuro,  non possiamo non concordare sulla lista degli elementi da portare con noi:

• La Tk – AST è certamente un soggetto che ha fatto la storia di Terni ed occorre agevolarla e svilupparla insieme a tutte le altre realtà industriali già esistenti, credo però, sotto il punto di vista dello sviluppo produttivo industriale, che ciò non basti. Hanno detto bene il presidente della Camera di Commercio, Beretta, e la “storica” Bartolucci che Terni non è solo l’acciaieria e non dovrà solo essere questa.

• Lo sviluppo e la crescita dell’Azienda ospedaliera è ovviamente un’altra grande risorsa per il futuro, ma anche questa non è una novità. Per far ciò poi, ci sembra necessario spoliticizzare la nostra sanità e potenziare non solo le eccellenze presenti, ma l’intero servizio assistenziale provinciale.

• L’Università e il suo sviluppo tramite un reale radicamento nel nostro territorio. E’ indubbio che il futuro di Terni passi anche di qui, dalla conoscenza, dalla ricerca, dalla cultura e dalla collaborazione tra mondo produttivo ed università. Certo è che 6/7 corsi di laurea suddivise in diversi siti distanti tra loro sollevano solo briciole, forse insieme possono anche alzare una pagnotta.

• La nostra capacità di integrare. Personalmente non credo che Terni, tolte poche ma importanti realtà, come per esempio la Chiesa, sia stata, fino ad ora, in grado di integrare. Integrare non significa aiutare, ma rendere corresponsabili. Non solo garantire diritti, ma anche pretendere doveri!

• Una comunità demograficamente e territorialmente più grande. Ovvio, mettere a sistema, in una maggiore correlazione le città di Terni Narni e Amelia accresce non solo le nostre prospettive di sviluppo, ma anche la nostra capacità di farci ascoltare in Umbria ed in Italia.

Indubbiamente però, a pare nostro, ci sono nella nostra città anche altre realtà meritevoli di sviluppo e crescita futura sulle quali puntare: la festa di San Valentino, citata più volte dal vescovo, ma solo come data per un futuro incontro; le nostre potenziali attrattive turistiche in generale, come la Cascata delle Marmore, Carsule, Piediluco, gli agriturismo, i borghi medievali, su cui non abbiamo sentito una sola parola; gli Studios di Papigno, abbandonati dall’attuale amministrazione e citati solamente dai rappresentanti cinematografici; e, soprattutto, i Giovani. Si è fatto troppo poco affidamento sui giovani e ciò è stato dimostrato anche dall’età media dei partecipanti allo stesso convegno (50 circa), si, sì è parlato di ricambio della classe dirigente, ma da dove li andranno a pescare i futuri dirigenti se non sono stati nemmeno interpellate le associazioni ed i movimenti da dove potrebbero forgiarsi?
In riferimento invece, alle 5 componenti da lasciarsi alle spalle, sinceramente ci aspettavamo qualcosa di meglio, crediamo che non  ci sia stata, in questo senso, la reale volontà, o il necessario coraggio di individuare i veri elementi del “declino”: – l’attuale classe dirigente! Vecchia, dispotica, clientelare e “conservatrice”, intenta a perpetrare, per dirla con Marx, la propria ideologia, dove per ideologia si intende una rappresentazione falsa e deformata della realtà, derivante da interessi di classe, atta al mantenimento del potere della stessa classe dominante.
Ma ciò che più ci è saltato a gli occhi è stata la mancanza di una vera e propria “nuova idea” per e di Terni, capace di rivoluzionare la città e la sua identità, come ad esempio lo era stata, il centro fieristico proposto da Messi nella scorsa campagna elettorale, o la più volte acclamata “città dello sport”. L’unica novità, anche se provocatoria e stravagante, ma proprio per questo rivoluzionaria, è stata quella della Presidente di Indisciplinarte, con Terni capitale europea della cultura. Personalmente, noi di Azione Giovani, dal convegno ci aspettavamo proposte del genere, un nuovo modello della città che non fosse un restailing di qualcosa già in essere. Migliorare e sviluppare ciò che di buono già c’è ci sembra un’ovvietà. Se poi fino ad oggi non si è migliorato e sviluppato nulla, crediamo sia chiaro di chi sia la colpa.

L’inefficienza e l’incuranza dell’Amministrazione comunale non hanno limiti

Il Circolo comunale ternano di Azione Giovani (movimento giovanile di Alleanza Nazionale) denuncia il grave stato di abbandono e degrado in cui verte la piscina comunale dello Stadio.
Struttura quella della piscina dello Stadio che una volta rappresentava la maggior attrazione balneare per lo studente ternano appena chiuse le scuole, e per chi, rimasto a Terni nei mesi estivi, trovava refrigerio tuffandosi nella piscina a due passi dal centro cittadino,  appare oggi come inghiottita da erbacce e immondizia, che superano ormai il metro e mezzo d’altezza.
Non osiamo immaginare lo stato dell’interno dell’edificio che ormai da anni è lasciato al proprio destino. C’avevano promesso di trovare rimedio tramite una concessione a chi fosse stato disposto a gestire l’intera struttura, e di proposto ce ne sono state, ma chissà perché non erano tanto simpatiche all’Amministrazione comunale, forse si cercava qualche conoscente o parente? Fatto sta che ancora oggi la piscina rimane chiusa alla cittadinanza che si deve accontentare di due o tre  strutture private presenti nelle vicinanze del centro urbano, altrimenti è costretta a spostarsi di qualche decina di chilometri.
Una Città come Terni che supera i 100.000 abitanti non può non avere strutture sportive comunali. Infatti insieme alla mancanza di una piscina, si ravvisa tra i giovani la carenza di un palazzetto dello sport che sia adeguato ad accogliere le società sportive militanti in categorie di alto livello in cui non ci si può accontentare di un prefabbricato. I nostri atleti sono spesso costretti in tal modo ad emigrare in società di altre città come Perugia e Foligno, la nostra pallacanestro, la nostra pallavolo, così come la nostra pallamano sono danneggiate da questa carenza, di cui il comune è incurante. Per non parlare poi dell’infinita telenovela sullo Stadio comunale che da anni appassiona ormai tutta Italia.

SLOGAN

"SE UN UOMO NON è DISPOSTO A LOTTARE PER LE PROPRIE IDEE, O LE SUE IDEE NON VALGONO NIENTE O NON VALE NIENTE LUI!"

TERNI
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