Articoli marcati con tag ‘Comune di Terni’
Il buon giorno si vede dal mattino
Ad un mese dalle elezioni amministrative, la maggioranza di sinistra al Comune di Terni ancora non è riuscita ad eleggere il Presidente del Consiglio Comunale, l’ufficio di presidenza e i presidenti delle commissioni elettorali, tenendo di fatto bloccate anche le elezioni dei presidenti delle circoscrizioni.
Tutto per far quadrare i lori conti interni, intanto la città in assenza di un effettivo governo va a rotoli.
- Giornale dell’Umbria del 21 luglio 2009
- Corriere dell’Umbria del 21 luglio 2009
Ex Scuola di Poscargano, un edificio dimenticato!
Il 26 settembre del 1997 il Centro – Italia fu colpito da un forte terremoto che provocò danni e disaggi soprattutto in Umbria e nelle Marche.
La Regione Umbria per ovviare ai danneggiamenti provocati dal sisma l’11 aprile del 2001 stanziò, tra le altre cose, 535 milioni di lire ( circa 280.000 euro) per il “miglioramento sismico ed adeguamento della Scuola elementare di Poscargano”. Successivamente il 16 novembre 2002 fu redatta una variazione di spesa per “apportare delle migliorie” pari a 494 milioni di lire (255.000 euro) che la Regione, con delibera della giunta del 29 luglio 2002, concede.
La consegna (inizio) dei lavori fu effettuata il 1 ottobre 2001, con scadenza il 28 maggio 2002, ma a causa della sospensione avvenuta dal 15 aprile 2002 al 3 dicembre 2002, la durata dei lavori fu protratta fino al 17 gennaio 2003.
Dal verbale di collaudo dei lavori si evince che: “… le opere eseguite corrispondono a quelle progettate ed approvate … corrispondono alle prescrizioni contrattuali … la lavorazione è stata condotta a regola d’arte” e che in fine “… esiste l’esatta corrispondenza tra le opere eseguite e le registrazioni contabili.”.
Questa in breve la cronistoria dell’edificio dell’ex Scuola di Poscargano, il quale ancora oggi però versa in uno stato di abbandono totale e che negli anni ha subito ulteriori danni e saccheggi dovuti ad atti di vandalismo. Personalmente già dal 2004, in qualità di Consigliere di Alleanza Nazionale alla IX Circoscrizione, nel cui territorio ricade lo stabile, ho presentato interpellanze, mozioni e ordini del giorno vari, affinché fosse ripristinato l’intero plesso con una diversa destinazione d’uso, ma niente, sebbene l’intero Consiglio della Circoscrizione abbia appoggiate le richieste presentate e, sebbene inoltre, il consiglio comunale negli anni successivi abbia deliberato l’alienazione del suddetto edificio, ancora oggi, nel 2009, lo stabile dell’ex Scuole di Poscargano giace inusato sui propri detriti con la sola differenza che, dopo le proteste e le segnalazioni, pervenute anche dai residenti della zona, è stato delimitato da una recinzione in ferro per evitare nuove incursioni di eventuali malintenzionati.
Sono ormai 6 anni che i lavori di miglioramento sismico ed adeguamento dell’edificio sono terminati, ma ancora nessuno ne può usufruire perché inagibile, eppure non mancano le richieste e le necessità di associazioni enti e privati di spazi dove poter svolgere le proprie attività.
Università, riforme e tagli
Raffaelli o non sa di cosa si sta parlando o fa finta di non capire.
A prescindere dal decreto 133, il problema del sistema università in Italia, e anche del polo scientifico ternano, non sono i fondi, ma l’uso che di questi se ne fa.
A Terni, come conferma lo stesso sindaco, ci sono corsi di laurea aperti con meno di 40 iscritti e corsi che altro non sono se non duplicati di altri già esistenti, inventati di sana pianta solo per permettere a questo o a quel professore di avere una cattedra e di nominare assistenti e collaboratori. Soltanto nella nostra città sono presenti almeno sei diverse sedi universitarie, quindi sei edifici con relativi servizi, sei portinerie e funzionari moltiplicati per sei. Raffaelli parla di un incremento di iscrizioni da 813 dell’anno passato a 850 di oggi, ma non sa, o forse non vuol sapere, che la sola facoltà di Economia, nella sede di Perugia, ha più studenti di tutto il polo scientifico di Terni. Allora di cosa stiamo parlando?

Il suo non è altro che l’ennesimo tentativo di difendere i propri interessi che coincidono con quelli di una casta universitaria sua referente. Se veramente si vuole una vera Terni città universitaria, si inizi a diminuire gli sprechi, si aboliscano gli aiuti per amici, amici degli amici e parenti, si individui un unico centro didattico, ottimizzando i servizi ed i funzionari amministrativi. Se se ne ha il coraggio, si inizino ad abolire i corsi inutili: a cosa serve “Cooperazione per lo sviluppo e la pace” a Terni se a Perugia già esiste da anni “Relazioni Internazionali”? Si punti su materie specifiche, magari legate al nostro territorio, non presenti già in sedi universitarie vicine. Secondo Raffaelli, perché scienze dell’investigazioni da sola rappresenta quasi il 50% degli studenti del polo ternano?
Raffaelli rifletti o, se vuoi, ancora meglio, smetti di mentire sapendo di farlo.
Il Comune di Terni sempre più centro di collocamento.
E’ di oggi la notizia che il Comune entro la fine del 2008 assumerà 50 dipendenti (circa) in più tra cui 27 bibliotecari, superando così il tetto dei 1000 stipendiati. Che per caso il prossimo anno ci sono le elezioni Amministrative?
Per chi ha avuto la possibilità/necessità di entrare nella biblioteca Comunale, sicuramente, non sarà sfuggito di notare la già troppo onerosa presenza di personale. Oltre alla portineria, dove solitamente siedono minimo 2 persone, ogni piano è occupato almeno da 4 dipendenti, che certo non per colpe proprie, non sanno che fare se non farsi quattro chiacchiere o navigare su internet, visto che per svolgere le mansioni necessarie basta uno solo di loro.
Capiamo che ci sia carenza di lavoro e che molti giovani come noi fanno fatica a trovare un’occupazione, ma non crediamo sia questo il modo migliore per aiutarci senza contare poi che, viste le passate vicende (parentopoli), ci sorge un legittimo dubbio su chi è stato o verrà assunto.
I soldi dei cittadino non possono essere usati per creare posti di lavoro improduttivi per sistemare l’amico di o il figlio di, abbiamo bisogno di servizi e di una città più sicura non di favori in cambio di un voto che per quanto ci riguarda non vi daremo mai.










